2. Il Sensore e i Pixel

Iniziamo con l’analizzare il sensore delle nostre macchine. Abbiamo già accennato al fatto che le dimensioni del sensore sono in parte responsabili del rumore, ma analizziamo un po’ meglio il fenomeno.
Il rumore è generato dall’interferenza che si crea tra i vari pixel del sensore ed aumenta con il diminuire della distanza tra di essi. Ne va da se che a parità di numero di pixel un sensore più piccolo genererà più rumore, cosi come a parità di dimensioni nel sensore, un numero maggiore di pixel sortirà lo stesso effetto. Molti neofiti cadono nella trappola della “guerra dei pixel” che le case costruttrici hanno fatto negli ultimi tempi, pensando che più pixel significa più qualità, ma non sempre questo è vero. In genere bisognerebbe scegliere il quantitativo di pixel in base alle nostre necessità, scegliendo sempre il valore più basso possibile. In linea di massima con una stampa di alta qualità a 300 pixel per pollice (dpi), con 6 megapixel riusciremo a stampare ottime foto fino a una risoluzione di 25×17 cm circa, con 11 megapixel arriveremo a 34×23 cm circa e con 20 megapixel riusciremo ad arrivare a 47×31 cm. Osservando questi dati si arriva facilmente alla conclusione che se non abbiamo intenzione di stampare poster di ogni nostra foto, le entry-level a 8 MegaPixel sono molto più che sufficienti, senza spendere un patrimonio per il top-gamma da 25 MegaPixel.
Molto importante risulta anche la dimensione del sensore. I più diffusi sono:

  • 5×7 mm – sono i sensori tipici delle compatte. Le loro ridottissime dimensioni li rendono molto poco dispendiosi ma, come abbiamo già detto, anche molto rumorosi.
  • 13,5×18 mm - sono i sensori montati sulle ultime Olympus ed ha un rapporto innovativo di 4/3
  • 15,7×23,7 mm - sono i sensori ridotti montati solitamente sulle entry-level. Questo sensore è denominato DX dalla Nikon o APS-C dalla Canon
  • 24×36 mm - sono i sensori cosiddetti Full Frame, molto più ampi, che ci permettono di catturare un angolo di campo maggiore a parità di lunghezza focale.

Esistono anche altri formati più grandi come il 48×36 mm o il 72×96 mm in grado di creare foto perfette con la bellezza di 416 megapixel, ma le loro spropositate performance a cui seguono i loro spropositati prezzi, li rendono esclusivi per lavori particolari come la fotografia per cartelloni pubblicitari di grandi dimensioni.
In base a cosa dobbiamo scegliere la grandezza del sensore, e perchè ne dobbiamo tenere conto? Le reflex in generale non catturano tutta l’immagine proveniente dall’ottica ma “tagliano” solamente la parte centrale di dimensioni pari al sensore. Una maggiore superficie di cattura perciò, ci permette di avere un’angolo di cattura maggiore a parità di lunghezza focale. L’immagine sottostante può chiarirvi meglio le idee.

Angolo di cattura dei sensori APS-C e Full-Frame

Il sensore Full Frame risulta quindi particolarmente utile nel caso vogliate scattare fotografie grandangolari molto spinte o fotografie architettoniche, in cui l’angolo di cattura maggiore da i risultati migliori.
In altri casi va più che bene il sensore a dimensioni ridotte. Almeno fino a quando i Full Frame non scenderanno di prezzo.
Dobbiamo anche stare molto attenti alle dimensioni del sensore nel momento in cui acquisteremo le ottiche per il nostro corpo macchina. Alcuni obiettivi sono stati studiati apposta per i formati ridotti, DX o APS-C, portando sul sensore un’immagine più piccola rispetto ad altri obiettivi. Usando questi obiettivi su sensori Full-Frame si corre il rischio di far apparire nella fotografia finale una vignettatura scura tipica del decadimento di luce che avviene ai margini delle ottiche.